DAY OF ART THERAPY IN EUROPE – DATE

La Giornata dell’Arteterapia in Europa, 24 Settembre, mi vedrà impegnata con i miei allievi. Quale migliore celebrazione?

La mia Azione di tributo e diffusione dell’arteterapia consisterà nell’offrire il

26 SETTEMBRE LUNEDI’ UN WORKSHOP GRATUITO
dal titolo:
“Scopri il potere dell’Arteterapia”.
Spegni la mente e lascia che le tue mani parlino e risolvano i tuoi dilemmi!

Lingua: Italiano.
Data: 26 Settembre Luogo: online Google Meet Ora: 18,00
Verona (Italy) Posti: limitati
Registrazione entro il 24 Settembre scrivendo a roberta.tezza@libero.it

You have a DATE with Art Therapy!
24th of September is the Day of Art Therapy in Europe.

#WeHaveADATE
#europianfederationofarttherapy
#arttherapy

Oggi, con gli Arteterapeuti e gli Psicologi Ukraini

Nel primo pomeriggio ho partecipato alla Ukrainian Art Therapy Conference, in videocollegamento con Kiev e altre città dell’Ukraina. Ero stata contattata, insieme ad altri colleghi, per supportare gli Arteterapeuti Ukraini nel difficile periodo che stanno vivendo, e per rafforzare attraverso i nostri interventi teorici e le nostre proposte di laboratori esperienziali le loro capacità di coping. (Il concetto di coping si riferisce, in psicologia, al modo in cui le persone rispondono e fronteggiano situazioni avverse e sfidanti).

Dopo aver un poco tentennato, pensando al mio inglese parlato zoppicante (che ho ripreso a studiare) e che avrei dovuto utilizzare per spiegare al meglio i miei contributi, ho deciso di compiere il salto e sono contenta di averlo fatto.

La platea di 160 persone, l’espressione in un’altra lingua, i tempi della traduzione in Ukraino, essere l’unica professionista italiana…insomma l’impatto non era da poco, ma poi le cose hanno trovato il loro flusso e sono scivolate naturalmente, perché amo il mio lavoro, perché la passione e il cuore ti aiutano a contattare la parte più autentica di te stessa per arrivare al meglio alle persone.

Osservando i volti, notavo una certa distensione, qualche abbozzo di sorriso, il che mi faceva pensare che si era creata una connessione, che il senso arrivava correttamente…poi, verso la fine, osservando la marea di messaggi in chat in caratteri incomprensibili iniziavo a chiedermi se tutto andasse bene.
L’interprete non riusciva a stare al passo con le comunicazioni. Poi è stato chiaro: erano complimenti, domande, richieste di approfondimento, ringraziamenti per il sostegno e per l’esperienza.

Ho salutato con un poco di commozione, grata a loro per aver accolto la mia esperienza e per essersi fatti guidare con fiducia. Grata nel vedere la loro gratitudine al mio supporto.

Grata a me stessa per quel coraggio che mi spinge sempre a superare i timori e cogliere le occasioni e le sfide.

Ecco il programma dell’evento. Il mio intervento si trova a pagina 3.

Puoi ricordarti chi eri?

Essere autentici richiede un cambiamento e una rinuncia a ciò che ci rende apparentemente sicuri. Una scelta coraggiosa, dunque, ma una scelta di libertà grazie alla quale ci diamo il permesso, finalmente, di scoprire noi stessi. Di scoprire il nostro vero Sé che è dinamico, in continua trasformazione. Poiché ogni processo di crescita è un processo di elaborazione; anche di elaborazione di lutti per ciò che abbiamo perso. La ricerca dell’autenticità ci richiede di ascoltarci, di sintonizzarci con le nostre istanze più profonde per seguire i nostri reali interessi e desideri e per rispondere primariamente ai nostri più genuini bisogni. E’ l’unica via per poter guardare aldilà dello spazio angusto in cui ci siamo cacciati pur di ottenere un briciolo di sicurezza, assumendo invece una prospettiva tutta nuova, aperta alle infinite possibilità che la vita può riservarci per essere pienamente noi stessi.

R.T.

Capacità negativa in arteterapia

Capacità negativa in arteterapia La cura della relazione

di Sara Noli – Edito da Erickson

Un testo che tratta di arteterapia e che si rivolge non solo ad arteterapeuti, ma ad ogni professionista di cura, offrendo potenzialità a cui riferirsi e attraverso le quali rigenerarsi nei momenti critici di stasi ed incertezza.

Una viva riflessione sul senso dell’attesa ricettiva e rispettosa, in funzione del prendersi cura della persona attraverso la cura della relazione, dalla prospettiva di un’arteterapeuta clinica che racconta di un percorso di arteterapia in una RSA con un anziano, e dei suoi esiti positivi.

L’autrice in questione, mia ex allieva di grande sensibilità e ora giovane collega, prende spunto dal concetto di “negative capability“, ovvero “capacità negativa”, coniato da John Keats e ripreso in ambito psicoanalitico da Wilfred Bion, per originare una riflessione in merito allo “stare nell’incertezza” e “curare la relazione“.

In una lettera ai fratelli (1817), il poeta John Keats definisce la capacità negativa come la qualità dell’artista creativo, posseduta in massimo grado da Shakespeare. Egli è in grado di parlare ai lettori e agli spettatori conducendoli a sperimentare emozioni, fantasie, tensioni, poiché egli stesso ha contattato questi stati d’animo e sentimenti anche molto contraddittori, senza sottoporli ad un giudizio morale, e permettendo una loro naturale evoluzione.

Secondo Bion anche lo psicoanalista deve venire in contatto con le emozioni sconosciute, senza interferire con la mobilità della mente vivente, per riuscire a parlare al paziente con parole che non spiegano l’emozione, ma permettono al paziente di viverla e conoscerla. Il linguaggio dell’analista che nasce dalla sua esperienza dell’emozione è chiamato linguaggio dell’effettività, il linguaggio efficace.

L’analista è tenuto a tollerare l’attesa senza dire né fare nulla. E’ un’attesa il più possibile priva di aspettative, ma per nulla passiva: piuttosto è un’attesa ricettiva ai diversi livelli di comunicazione, verbali e non verbali, consci ed inconsci, del paziente e personali; su questi l’analista compie un lavoro psicologico inconscio, chiamato anche il lavoro del sogno della veglia, il quale dà segno di sé attraverso le sue revérie e la sua intuizione dell’esperienza emotiva del momento.

Il concetto di “negative capability” di Keats, poi ripreso da Bion, funge in questo libro da elemento catalizzatore intorno al quale l’autrice intesse trame e orditi atti a descrivere i passaggi del percorso di arteterapia di un uomo anziano ricoverato in una RSA. Sara Noli giunge a declinare il senso di tale concetto nello specifico dell’intervento arteterapeutico, all’interno del quale l’espressione creativa spontanea dei propri stati interiori può avvenire solo a patto che l’arteterapeuta si faccia contenitore vuoto per accogliere, osservare ed ascoltare.

E’ la capacità negativa dell’arteterapeuta a consentire la creatività. A permettere l’emergere della bellezza dell’altro. Farsi contenitore in ricettiva attesa, in particolare nei momenti complessi in cui l’arteterapeuta deve rimanere in “contatto con la propria ombra senza negarla”. Stare nell’incertezza, afferma Sara, mentre le acque sono mosse e non si vede il fondo.

Ci sono termini che compaiono spesso nel libro di Sara Noli: pazienza, accoglienza, tolleranza, possibilità, cura.

Il suo è un libro delicato per il racconto dell’esperienza e per sentimenti espressi, ma chiaro e solido nei temi dispiegati e affrontati con perizia e competenza.

Ve lo consiglio, in particolare ai giovani arteterapeuti.

Concludo con una citazione a me cara che molto ha a che vedere con l’attesa paziente nell’incertezza e nel trambusto emotivo:

Hai la pazienza di attendere che il tuo fango si depositi e l’acqua diventi chiara?

Riesci a rimanere fermo finché l’azione adeguata sorga spontaneamente?

Lao Tzu

Arteterapia nel trattamento del Morbo di Parkinson

Sono entusiasta di condividere la pubblicazione di uno studio di ricerca sull’esplorazione del potenziale effetto riabilitativo dell’Arteterapia e dei suoi meccanismi di fondo nel trattamento del morbo di Parkinson. Alcuni degli autori sono stati miei docenti in un corso di specializzazione per l’applicazione dell’Arteterapia nell’ambito delle Patologie Neurodegenerative.

Questo studio innovativo è il primo articolo che esplora gli effetti dell’arteterapia sul morbo di Parkinson in una rivista medica di valutazione paritaria che utilizza risultati clinici, comportamentali, di monitoraggio oculare e di connettività cerebrale.

La collaborazione tra il NYU Steinhardt Graduate Art Therapy Program e la NYU Langone ha documentato il potenziale riabilitativo dell’arteterapia nel trattamento del morbo di Parkinson. Questa ricerca si spera porti a maggiori dati empirici per sostenere e promuovere l’intervento arteterapeutico per coloro che soffrono dei sintomi di malattia cronica e degenerativa.

Potete leggere di più su questo lavoro attraverso questo link: https://www.prd-journal.com/article/S1353-8020(21)00029-8/fulltext

O scaricare da qui il pdf:

Un cartone animato per raccontare la violenza domestica

Noi arteterapeuti conosciamo bene la potenza evocativa dell’arte, la sua valenza narrativa e simbolica e le straordinarie risorse che attengono all’attivazione creativa. L’essere umano da sempre si è avvalso dell’arte per esprimere e testimoniare ogni dramma dell’umanità e per catalizzare e canalizzare il pensiero critico. Nell’ambito arteterapeutico, specificamente, la possibilità di rappresentare, esprimere, e quindi potenzialmente trasformare, attraverso l’atto creativo e la realizzazione artistica, è occasione concreta di affrontamento del dolore e possibile risposta resiliente alla situazione traumatica.

Il cortometraggio che vado a presentarvi evidenzia con chiarezza come il linguaggio dell’arte e dell’astrazione possano raccontare della violenza domestica e dei soprusi degli adulti in un modo delicato e allegorico, ma al contempo possente. Il messaggio duro contenuto nel filmato giunge infatti attraverso la delicatezza dei disegni, evitando così facili moralismi e pedanterie, ma soprattutto evitando di scadere nel sensazionalismo e nello sfruttamento dell’amplificazione emotiva tipico dei nostri tempi.

Il cortometraggio in questione, pluripremiato, si intitola Ciervo ed è stato realizzato da una giovanissima artista ispano-americana, Pilar Garcia-Fernandezsesma, come tesi di laurea per gli studi alla Rhode Island School of Design. Senza l’ausilio di alcuna parola, l’illustratrice e animatrice pone al centro del racconto animato una ragazzina spaventata che vive e assiste, impotente, alla brutalità di un uomo (forse il padre o il patrigno). Egli agisce la sua rabbia sugli animali, su di lei, sulla madre, lasciando il segno/macchia e sempre metaforicamente circondato da una nube scura e tossica che offusca e soffoca anche quanto di umano è in lui.

Ecco su Vimeo la versione integrale del cortometraggio e di seguito alcune immagini tratte dalla rete.

L’alba di un Nuovo Anno

Maeshowe (o Maes Howe), un complesso di tombe neolitiche situate in Scozia, sulle Isole Orcadi (Orkney Islands).
Una sorta di opera d’arte solare che accoglie i raggi del sole nel momento in cui essi sono più distanti dalla Terra, segnando così il momento in cui la terra torna a riavvicinarsi al sole e i suoi raggi tornano a diventare più intensi, mentre l’inverno corre verso la sua conclusione. Infatti, il debole sole del Nord, nelle giornate di metà inverno, getta un lungo fascio di luce attraverso lo stretto tunnel d’entrata fino a toccare la stanza centrale in pietra di questa struttura neolitica ad Orkney, Scozia. È chiaro che nella sua costruzione questo fosse l’intento.
Veduta aerea di Maeshowe

Spunta l’alba, e un altro giorno

Si prepara al calore e al silenzio.

Laggiù sul mare il vento dell’alba

Increspa e scivola. Io sono qui

O là, o altrove. Nel mio principio.

Thomas S. Eliot, East Coker, in Quattro quartetti

Auguro un Buon Anno, un Felice 2021, avvalendomi di queste straordinarie immagini di Maeshowe e di questo splendido passaggio di poesia di T. S. Eliot.

Auguro un Buon Cammino (riprendendo il termine utilizzato da T. S. Eliot) che, orientandosi verso la speranza di una luce nuova, verso un luogo immaginato a cui tendere, può compiersi in un percorso che riunisce in sé fine e principio, partenza e arrivo.

Perché è attraverso l’accettazione della coesistenza degli opposti e la loro integrazione che possiamo giungere fino ad uno slargo dove poter scorgere un sentiero, il cammino appunto. 
Quel sentiero che, partendo da noi stessi, ci riporta nuovamente a noi stessi, ma un po’ più nel profondo, nella vera essenza di ciò che siamo già, ma che ancora non conosciamo.

Perché tornare esattamente a dove siamo partiti non significa girare a vuoto, ma acquisire un maggiore grado di consapevolezza che, secondo Eliot, si ottiene proprio transitando per ciò che di noi ancora non conosciamo.

Auguro una buona connessione tra il nostro interno e l’esterno, ispirandomi all’immagine di Maeshoe, e un ritorno alla vita e alle possibilità che ad essa sono connesse, dopo un vecchio Anno severo e doloroso per tutti, seppur in differente misura, che ritengo tuttavia sia stato Maestro. Per quanti ovviamente si siano aperti all’apprendimento.

La fine precede il principio e la fine 

E il principio erano sempre lì, prima

Del principio e dopo

La fine.

T. S. Eliot, in Quattro quartetti

Francesca Woodman – Self Deceit 1

Lascia la voce interna dura e appuntita.
E’ solo un ritorno al passato,
e non dice la verità su questo momento.

Lascia andare l’auto-giudizio, il vecchio
modo appreso di rimproverare te stessa/o
per ogni inadeguatezza immaginata.

Permetti che il dialogo nella mente
diventi più amichevole e tranquillo. 
Liberati dalla critica interiore e la vita
improvvisamente sembrerà molto diversa.

Posso dire questo solo perché compio,
cento volte al giorno, la scelta  di lasciare andare la voce che si rifiuta di
riconoscere la vera me stessa/il vero me stesso.

Quello che serve qui non è più lo spronarsi verso la perfezione, ma
l’intimità – vedere chiaramente, e
abbracciare ciò che vedo.

L’amore, non il giudizio, semina
semi di tranquillità e cambiamento.

~ Danna Faulds Da “Un’Anima” (traduzione mia)

Self-observation without judgment

Release the harsh and pointed inner
voice. it’s just a throwback to the past,
and holds no truth about this moment.

Let go of self-judgment, the old,
learned ways of beating yourself up
for each imagined inadequacy.

Allow the dialogue within the mind
to grow friendlier, and quiet.

Shift out of inner criticism and life
suddenly looks very different.

I can say this only because I make
the choice a hundred times a day to release the voice that refuses to
acknowledge the real me.

What’s needed here isn’t more prodding toward perfection, but
intimacy – seeing clearly, and
embracing what I see.

Love, not judgment, sows the
seeds of tranquility and change.

~ Danna Faulds From “One Soul”

L’Arte di SoStare

Percorso di Consapevolezza Corporea e Arteterapia Online ideato e condotto da Roberta Tezza

La fatica di questo momento storico rende evidente la nostra vulnerabilità e, assieme ad essa, la nostra umana percezione di precarietà e insicurezza.

Aspetti che possono portarci a rimpiangere ciò che era prima o a temere ciò che potrà essere poi, sradicandoci dall’esperienza presente.

Il presente, tuttavia, è l’unico momento di cui disponiamo per poter “essere pienamente” e per poterci prendere cura di noi stessi e delle nostre emozioni, avendo cura così anche del nostro futuro.

Vi propongo quindi:

Partiamo da qui, ora, così come siamo e con quello che possiamo.

Lavoreremo, ognuno da casa, con il corpo e con i materiali artistici aprendoci alla disponibilità di osservare e non giudicare, di accogliere ciò che emergerà attraverso l’esperienza libera e spontanea dello sperimentare e del creare.

Non è necessaria alcuna competenza di alcun tipo.

Saranno momenti di condivisione e confronto a partire da esperienze di consapevolezza corporea e lavoro artistico e creativo, esplorando sensazioni, sentimenti, vissuti, intuizioni, e sperimentando il valore dello scambio, dell’ascolto e del sostegno della conduttrice e del gruppo.

Se è vero infatti che la ripetizione di un’esperienza che genera spavento e incertezza può essere molto invalidante, è altrettanto vero che la ripetizione di un’esperienza che genera condivisione e sostegno può essere fonte di nutrimento affettivo e rinnovata fiducia.

Importante
Si richiede TASSATIVAMENTE una buona connessione wireless che permetta di lavorare contemporaneamente su piattaforma online (con computer o tablet) e su WhatsApp (con cellulare). La piattaforma sarà utilizzata su invito della conduttrice, senza costi o iscrizioni da parte dei partecipanti.

Durata
Da venerdì 20 novembre ogni venerdì fino al 18 dicembre per un totale di 5 incontri.

Orario
2 ore online in gruppo, più colloqui individuali concordati in itinere con la conduttrice. Gli incontri vedranno la possibilità di due fasce orarie che resteranno fisse per tutti gli incontri: la mattina dalle 10,00 alle 12,00 oppure il tardo pomeriggio dalle 17,30 alle 19,30.

Materiali necessari

Una tavoletta di legno o un ripiano/tavolo su cui poter lavorare durante gli incontri.
Fogli di carta, cartoncino di diverse misure o supporti di qualsiasi genere (legno, cartone, etc).
Acquarelli e/o tempere, acrilici, pennelli di differenti misure, bicchierini, piattini, carta scottex, una spatola (anche da dolci va bene), un vecchio pettine, spugne, stracci.
Materiali asciutti: grafite (matite da disegno), pastelli a cera e/o ad olio, matite colorate, gessetti, etc
Materiali di scarto per collage: stoffe, fili, immagini da riviste, carte colorate e riciclate etc, colla, forbici.
Vecchi giornali per non sporcare. Altri materiali disponibili in casa di qualsiasi genere che catturano l’attenzione e che riteniamo possano servirci.

Non preoccupatevi se non avrete subito esattamente tutti i materiali. Partiamo con quello che possiamo procurarci!

Consigliato abbigliamento comodo.

DataOrari
20 nov 2020 10,00 – 12,00 oppure 17,30 – 19,30
27 nov 2020 10,00 – 12,00 oppure 17,30 – 19,30
4 dic 2020 10,00 – 12,00 oppure 17,30 – 19,30
11 dic 2020 10,00 – 12,00 oppure 17,30 – 19,30
18 dic 2020 10,00 – 12,00 oppure 17,30 – 19,30

Dove: percorso ONLINE

Costo: 125 euro

Termine per le iscrizioni: 18.11.2020. Il percorso o i percorsi si attiveranno con un numero minimo di iscritti.

Per informazioni e iscrizioni: roberta.tezza@libero.it

La Ragazza con la Valigia – Un Viaggio al Femminile

Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e disamori.(…)
Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto.
Una donna è sempre la storia di molti uomini.
Una donna è la storia del suo paese, della sua gente.
Ed è la storia delle sue radici e della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che le precedettero affinché lei potesse nascere: una donna è la storia del suo sangue.

-Marcela Serrano, Una donna è la storia…-

LA RAGAZZA CON LA VALIGIA

Un viaggio al femminile come ricerca identitaria e metafora evolutiva

Workshop di ARTETERAPIA ONLINE IDEATO e CONDOTTO da Roberta Tezza

Sabato 26 Settembre e Sabato 3 Ottobre dalle ore 9,00 alle ore 13,00

Momenti di condivisione e confronto a partire dal lavoro artistico e creativo esplorando vissuti, sentimenti, sensazioni, intuizioni, e sperimentando il valore dello scambio, della condivisione, dell’ascolto e della Sorellanza.
Perché, se ognuna di noi ha il suo proprio cammino da compiere, con l’obiettivo di diventare pienamente se stessa, tutte noi siamo parte di un cammino comune: quello della femminilità collettiva.
Compiere questo tratto di strada comune avvalendoci dello scambio delle nostre esperienze, e facendo tesoro di ciò che è stato buono e utile per le donne che ci hanno preceduto, potrà rendere il nostro cammino più ricco e un poco più agevole per tutte quante noi, ma non soltanto, anche per le compagne che ci succederanno.

Il workshop, alla sua terza edizione, è questa volta proposto in collaborazione con Artemide, un’associazione di arteterapeute di Assisi.

Il CERCHIO DELLE DONNE si allarga! La ragazza con la valigia prosegue il suo viaggio.

Posti  limitati e prenotazione entro il 19 Settembre. VI ASPETTO!

Qui sotto informazioni e contatti per iscriversi (cliccare per ingrandire):